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Millenials

Millenials: i lavoratori del futuro

Di questi tempi, sembra che la generazione dei Millennials stia assumendo un ruolo da protagonista. 

Come potrebbe essere altrimenti?

Detta anche Generazione Y, questo esercito di giovani under 30 sta facendo i conti con una situazione economica parecchio svantaggiosa, che indubbiamente lo porta a doversi destreggiare sempre di più tra incertezza e precarietà.

È evidente, dunque, che i Millennials stiano dimostrando una grande capacità di adattamento e flessibilità, riscontrabile anche e soprattutto sul lavoro.

Oltre a formare il 24% della popolazione mondiale, i Millennials sono circa un terzo della forza lavoro complessiva ed entro il 2020 rappresenteranno più del 50% della forza lavoro a livello globale.
Su queste basi, è il caso che le aziende si interroghino su come sia meglio attirare questi lavoratori del futuro, al fine di valorizzare le loro  attitudini e caratteristiche. A tal proposito, vediamo di scoprirne qualcosa di più..
 
Connected, Confident, Open to Change: così viene definita la generazione delle 3 C.
 
Sono nati nel contesto della comunicazione globale, motivo per cui possiedono un’innata propensione verso le nuove tecnologie, verso il cambiamento e non hanno timore di mettersi in gioco.
Secondo Roberto Rossi, capo della sezione Technologies della multinazionale olandese Randstad, «La propensione alle tecnologie non è una competenza tecnica, è proprio un modo di ragionare». Si contano infatti 350mila smart workers, che hanno fatto delle loro digital soft skills un punto di forza.
 
Ciò che è curioso di questi giovani è la mentalità con cui si affacciano al mondo del lavoro.
 
Uno studio del Censis conferma che i Millennials tendono a valutare con maggiore interesse le opportunità lavorative che danno possibilità di formazione e sono attratti da progetti che investono nel loro sviluppo professionale. Non per niente, 2.3 milioni di giovani svolgono un lavoro di livello più basso rispetto alla propria qualifica e 4.4 milioni hanno iniziato il proprio percorso di lavoro con uno stage non retribuito.

Un altro aspetto da considerare è il bisogno di autonomia e libertà che caratterizza la Generazione Y. Molti infatti scelgono di lavorare in proprio, dimostrando verve e spirito imprenditoriale oppure si lanciano nella sfida della P.Iva godendo dell’essere gli unici e veri padroni di se stessi.
 
Su questi presupposti, il nostro team Glik sta rivolgendo la sua attenzione verso giovani smart workers, determinati a mettersi in gioco e a iniziare un percorso di crescita professionale in un’azienda all’avanguardia, operando in settori che richiedono propensione alla sfida e al lavoro per obiettivi: l’informatica e le telecomunicazioni.  

Comprendiamo che l’ingresso nel mondo del lavoro sia una fase importante e delicata, che spesso trova il giovane Millennial disorientato e con le idee poco chiare. Per questo motivo, vogliamo dare la possibilità a giovani neodiplomati di affacciarsi alla nostra realtà, compiendo un percorso di formazione e affiancamento dedito a valorizzare le loro attitudini e capacità.