Penalizzazioni Google: guida completa su cosa sono, come riconoscerle e affrontarle

Con gli aggiornamenti continui di Google, i siti che adottano pratiche di bassa qualità o ricorrono a tecniche di Black Hat SEO sono soggetti a penalizzazioni. Questo articolo esplora il significato delle penalizzazioni di Google, come identificarle e le strategie per affrontarle, garantendo che il tuo sito web mantenga il suo posizionamento nella SERP.

Penalizzazioni Google: guida completa su cosa sono, come riconoscerle e affrontarle

Cosa sono le penalizzazioni Google

Le penalizzazioni Google rappresentano misure contro il posizionamento di un sito web quando vengono violate le norme sulla qualità stabilite da Google. Queste norme delineano comportamenti vietati che potrebbero portare alla totale esclusione di un sito web dall’Indice Google o scatenare un intervento antispam, sia manuale che algoritmico. Nel caso in cui un sito web subisca un’azione antispam, potrebbe non comparire più nei risultati di ricerca su Google.com o su qualsiasi sito partner Google. 

Perchè un sito viene penalizzato da Google?

Una penalizzazione da parte di Google può essere scatenata da diverse azioni tra cui la vendita di link, lo spam e i problemi di sicurezza dovuti a violazioni del sito web. Le penalizzazioni possono derivare da azioni intenzionali, come nel caso delle pratiche Black Hat SEO, che cercano di ingannare gli algoritmi per ottenere posizionamenti più veloci e aumentare il traffico rapidamente. Altre volte, le penalizzazioni sono il risultato di azioni non intenzionali, come una gestione inefficace della SEO o violazioni non previste del sito web.

Tipologie di penalizzazione Google

1. Azioni manuali

Le azioni manuali sono interventi deliberati da parte di Google, evidenziati nella Search Console e si concentrano principalmente sul contrasto dello SPAM. Si tratta di sanzioni concrete inflitte dal team di Mountain View a un sito web che ha commesso chiare violazioni delle linee guida del motore di ricerca. Un gruppo di specialisti è incaricato di esaminare individualmente i siti e di applicare penalizzazioni in caso di comportamenti irregolari, concentrandosi in particolare sulla lotta allo spam, che continua a rappresentare un problema significativo su Internet.

 

Tuttavia, è importante notare che non esistono penalizzazioni automatiche dopo queste segnalazioni e che spesso anche i siti spam possono ottenere posizionamenti perché Google valuta una serie di altri fattori.

 

Google può optare per penalizzare un sito se si verifica uno o più dei seguenti motivi:

  • – Spam generato dall’utente;
  • – Contenuti nascosti e/o keyword spamming;
  • – Spam puro (Pure spam)
  • – Contenuti scarsi, con poco o nessun valore aggiunto per l’utente;
  • – Backlink innaturali;
  • – Link innaturali dal tuo sito a un altro;
  • – Backlink innaturali con effetto parziale.

2. Azioni algoritmiche

Le penalizzazioni algoritmiche non vengono segnalate e non rappresentano necessariamente sanzioni vere e proprie, si riferiscono piuttosto agli aggiornamenti degli algoritmi di Google che comportano modifiche nei risultati di ricerca. In questo contesto, i siti che subiscono diminuzioni del traffico organico e del posizionamento nelle SERP a seguito di tali aggiornamenti non hanno commesso errori, ma sono stati valutati come meno rilevanti rispetto ai concorrenti in base ai parametri di Google.

Come identificare le penalizzazioni Google

Il calo improvviso del traffico potrebbe suggerire una penalizzazione, ma è essenziale escludere altri possibili fattori come la stagionalità delle keyword, i periodi di inattività o problemi tecnici legati alla SEO. La sezione “Sicurezza e Azioni manuali” nella Google Search Console fornisce un controllo specifico per verificare eventuali sanzioni sul sito web. In caso di penalizzazione, il proprietario o il gestore riceverà un messaggio dettagliato da Google che illustra la problematica.

 

Un altro metodo per individuare eventuali penalizzazioni è eseguire una ricerca diretta su Google Search. Se non si trova nemmeno un URL precedentemente posizionato nei risultati delle SERP, è un segnale che può essere confermato utilizzando l’operatore avanzato “site:”. L’assenza di risultati indica che Google ha rimosso il sito dal suo Indice, applicando il temuto ban in risposta a una presunta violazione di regole.

Come evitare le penalizzazioni Google

Per evitare le penalizzazioni, focalizzati sulla qualità del contenuto, user experience, sicurezza e una SEO tecnica ottimizzata. Monitora regolarmente il sito tramite strumenti come Google Search Console e SEOZoom.

Uscire da un sito web penalizzato

Risolvere una penalizzazione del sito è possibile anche nei casi più gravi. Google invita a correggere i problemi e, successivamente, chiedere una riconsiderazione del sito attraverso la “reconsideration request” nella Search Console. Il primo passo quindi è identificare e correggere la violazione, inviare la richiesta di riesame e, nel caso di penalizzazioni manuali, recuperare posizioni e traffico.

 

Per le penalizzazioni algoritmiche, senza notifiche da Google, è essenziale monitorare il traffico organico per individuare eventuali cali collegati ad aggiornamenti o problemi del sito. Il recupero richiede tempo, ma con una strategia etica di SEO è possibile riportare il sito alla visibilità nei risultati di ricerca.

Conclusione

Tieni presente che le penalizzazioni sono temporanee e mirano a incoraggiare i gestori dei siti web a seguire le linee guida, garantendo la migliore esperienza possibile agli utenti. L’algoritmo di Google è sempre più sofisticato e capace di analizzare ogni dettaglio. Se offri contenuti di qualità, Google lo riconoscerà nel lungo termine.

 

Se sospetti di aver subito una penalizzazione, non esitare a contattarci. Scopri come possiamo aiutarti a comprendere la situazione e a fornirti soluzioni efficaci per ripristinare la visibilità del tuo sito web.

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